Il processo psicodiagnostico. Una cornice introduttiva.

destacado-mpp-940x450“…a proposito del testing psicologico, il compito del valutatore è usare tutte queste fonti di informazione e integrare i dati dell’una con quelli dell’altra. Ogni fonte deve essere utilizzata nel modo appropriato e considerata coerente in relazione con gli altri tipi di osservazione. L’arte dell’assessment, quindi,  consiste nella capacità di spostare in modo sensibile la propria attenzione dall’una all’altra di queste fonti di informazione mentre si elaborano e si controllano le proprie inferenze” (Schlesinger, 1973, in Barron, 2005).

La definizione terminologica di processo diagnostico descrive perfettamente le diverse componenti e la complessità del percorso che porta il clinico alla conoscenza del paziente ed all’analisi della sua domanda.

La diagnosi è un momento complesso che va di pari passo con la formulazione del caso. Tra questi due momenti fa da tramite la diagnosi funzionale (Barron, 2005; Westen, Shedler, Lingiardi, 2003), cioè quella “valutazione di come l’individuo tende a funzionare dal punto di vista cognitivo, affettivo e comportamentale in presenza di determinate condizioni importanti per l’adattamento psicologico e sociale. Ciò significa valutare sia le aree patologiche sia quelle di personalità, dato che per aiutare qualcuno occorre conoscere sia le sue capacità adattive sia le sue aree disfunzionali” (Barron, 2005, p. 123).

Inserendo il percorso psicodiagnostico all’interno di una cornice teorica, una diagnosi psicoanaliticamente orientata “presume la relazione, valorizza la soggettività, cerca i significati, e da questa posizione diagnostica derivano informazioni importanti per una tecnica terapeutica efficace” (McWilliams in Barron, 2005, p. 205).

Cosa indaghiamo quindi in psicodiagnostica? Cosa intendiamo per valutazione della personalità? Innanzitutto la psicodiagnosi è un processo. Un percorso complesso e interattivo che avviene tra lo specialista e la persona che più comunemente chiamiamo paziente, lungi dal dare etichette prive di fondamento. Non è il girare attorno (e invano!) a nomi politically (più o meno) correct che renderà trasparente, umile e rispettoso un rapporto tra specialista e paziente, ma la qualità della relazione, l’alleanza che si stabilirà, la capacità di offrire un servizio e sapersi affidare.

E allora ricordiamoci che la personalità è fatta di tante piccole sfumature, desideri, paure, motivazioni, risorse psicologiche, disposizioni cognitive, affettive, comportamentali, esperienze di sé, degli altri, capacità di stabilire relazioni significative. In che misura sono coscienti tutti questi tasselli della personalità? Quanto sono tra loro compatibili? Cosa intendiamo per funzioni cognitive, affetti, comportamenti tipici, temperamento, struttura e rappresentazioni del Sé? Lo sviluppo di tutti questi fattori crea la personalità e ne determina il funzionamento e proprio queste sono le aree di indagine per una buona diagnosi funzionale e psicodinamica (Barron, 2005).

Immagine tratta da: http://www.123rf.com/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: