Cronache da una Roma deserta.

Piano piano nel corso della sera le macchine diminuiscono. Strade deserte. Alla Stazione Termini quasi c’è l’eco. Piazza dei Cinquecento silenziosa, anche qui la voce di una donna senza dimora risuona nella piazza deserta. Lei canta e le fanno da sfondo i versi dei gabbiani affamati. Affamati come i senzatetto, che mangiano poco perché i volontari hanno ridotto i turni per la consegna dei pasti. La città è deserta. Si moltiplicano solo le luci dei palazzi.
State a casa, voi che potete.

State a casa, voi che una casa l’avete, che non dovete andare al lavoro, entrare in un ospedale, indossare camici e dispositivi di sicurezza, che non dovete lavorare da dietro una cassa di un supermercato, che non dovete consegnare merci nelle case altrui.

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