No, le donne non possono essere accolte

Roma Termini, 26 marzo 2020

È sera quando scopriamo che no, le donne non possono essere accolte nel nuovo centro aperto per le persone senza fissa dimora in questa emergenza sanitaria.

Effettivamente le donne che vivono in strada sono in percentuale minore rispetto agli uomini e per loro, anche in emergenza freddo, i posti sono sempre limitati.

Così, no, Maria non può essere accolta, sebbene senza una casa come altri. Ha paura, dice, qui non c’è nessuno, l’altra notte l’hanno insultata e le hanno buttato la coperta in terra. Vallo a sapere se è vero, ma poco importa perché lei ha la sua realtà e noi la prendiamo per buona e vera, perché vero è quello che lei prova, sente, vive. Quindi, no, niente centro, niente letto per lei.

Cornute e mazziate due volte. Una perché è la storia che si ripete. Una storia di emarginazione e di emarginazione di genere. L’altra perché per questo virus non hai scampo, neanche per le Politiche Sociali, così poco pari in opportunità questa sera.

È una macchina che si inceppa, quella dell’accoglienza. Si inceppa questa sera, bloccandosi davanti a una percentuale e a una scelta, tu sì, tu no, non c’è posto per tutti, ancor meno per tutte.

Essere donna e vivere in strada è una combo fatale a volte. Violenze, abusi e prostituzione. C’è chi le riprende con un telefonino, chi le paga pochi Euro per avere in cambio il loro corpo, come fosse carne al chilo.

Donne che, nonostante la precarietà, lavano con cura la loro biancheria di cotone e pizzo, si truccano, si prendono cura di sé. Donne che amano parlare, raccontarsi, altre invece più introverse, schive.

Sono il colore delle nostre strade, alcune più cupe, alcune più assenti, altre più disponibili al contatto.

Donna era Modesta Valenti, perita come in una guerra e senza una casa che la potesse accogliere. Segnata da una vita in strada e ancor prima da un ricovero in ospedale psichiatrico, Modesta ha lasciato in ricordo il monito di non ignorare, agire e saper decidere, cosa che per lei non è stata fatta. Assumersi le responsabilità e scegliere. Su strada ancor di più, con ancor più fermezza e tempestività.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: