L’amore ai tempi di Tinder

Multitasking è la parola del secolo. Così come negli smartphone, si è infilata anche nelle relazioni.

Così come passiamo da una finestra all’altra su Internet, allo stesso modo scivoliamo da una chat all’altra, da un incontro all’altro, da una persona all’altra.

Sexting, ghosting, foto e videochiamate. Le relazioni sono svuotate, fatte di immagini, numeri e attimi.

Uno, due, tre appuntamenti a settimana con persone diverse, decine di chat aperte, foto di sconosciuti e swipe con il ritmo di un batter di ciglia.

Si dicono edonisti, sex addicted e alla ricerca del piacere originale. Cercano uomini e donne fugaci, presenti, da sfogliare come riviste. Devi esserci e mi servi adesso, altrimenti chiudo e passo avanti.

Cercano in realtà un approdo e una volta che lo trovano sentono il bisogno di doversene disfare al più presto, senza sapere come chiudere una relazione, anzi lasciando l’altro appeso a un’incognita: dov’è, c’è, ci sarà, perché.

Ghosting.

Cercano consolazione. E una volta trovata tappano i buchi della loro solitudine, ma non gli basta mai, gli serve sempre di più, come l’assuefazione da droghe.

In questo modo sono visti e viste.

Sfruttano, sentendo il bisogno di urlarlo e rimarcarlo, come fosse un pregio, un segno distintivo di forza e qualità.

Fragilità.

Sono storie di narcisismo, mancanza di amore e vissuti di privazione. Cercano l’amore che gli è mancato altrove e che desiderano, ma non lo ammettono. Vivono il tentativo disperato di colmare un amore mancato, mai ricevuto, abbandonico, ambivalente e inaffidabile. È un amore che fa soffrire. È un oggetto del piacere che delude, tradisce e abbandona. E quindi lo usano, lo sviliscono e lo svuotano di umanità.

Cercano compagnia. Sono soli e sole, ma non sanno starci, con se stessi.

È l’alessitimia delle relazioni.

È l’altra faccia dell’apatia, celata dietro a un piacere fugace. Altro che edonismo, di piacere c’è poco o niente. E il multitasking ne è la prova. Passare da una persona all’altra, uno swipe come una pagina sfogliata, un incontro dopo l’altro, è questa la rincorsa verso un appagamento, una felicità, una gratificazione destinata a non arrivare mai fino in fondo.

Cercano l’amore accudente, in realtà, un amore da idealizzare, o tutto bianco o tutto nero, un amore senza confini, senza individualità, senza carattere. Un amore che amore non è.

E che forse non deve neanche essere.

Storie di masochismo e perversioni, narcisismo e ossessioni. La cosificazione dell’altro.

La compulsione dell’avere, di uno specchio che gratifichi, di un accumulo di feedback e like.

Scendere nelle scale della nostra cantina interna e dei nostri colori ci salverà. Stare da soli ci aiuterà a stare con gli altri. Amarci ci insegnerà ad amare.

È questa oggi la rivoluzione dell’amore.

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