Un interessantissimo articolo di Rosamaria Di Frenna

PUNTI DI VISTA: Risponde ROSAMARIA DI FRENNA

«Lo sapevate che “Se la maternità è vissuta come un ostacolo alla propria vita è perché si è perduta quella connessione che deve poter unire generativamente l’essere madre all’essere donna”?

E che: “c’è stato un tempo – quello della cultura patriarcale – dove la madre tendeva ad uccidere la donna, adesso il rischio è l’opposto; è quello che la donna possa sopprimere la madre””

Tutto questo è accaduto anzi accade perché: “Come ha detto Lacan in ogni madre, anche in quella più amorevole, troviamo una spinta cannibalica inconscia ad incorporare il proprio figlio. E’ l’ombra scura del sacrificio materno che, nella cultura patriarcale, costituiva un binomio inossidabile con la figura, altrettanto infernale, del padre-padrone”.
Ma rallegratevi poiché adesso “Il nostro tempo ci confronta con una radicale trasformazione di questa rappresentazione della madre: né bocca di coccodrillo né ragnatela adesiva né sacrificio masochistico né elogio alla mortificazione di sé. Alla madre della abnegazione si è sostituita una nuova figura della madre che potremmo definire “narcisistica”. Si tratta di una madre che non vive per i propri figli, ma che vuole rivendicare la propria assoluta libertà e autonomia dai propri figli”».

http://www.spiweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5659:punti-di-vista-risponde-rosamaria-di-frenna&catid=828&Itemid=353

Lo psicologo di base. Una conquista possibile?

La collaborazione tra medico e psicologo di base fra cura della persona e spesa sanitaria
Una ricerca del Prof. Solano:
Come si esprime l’Ordine degli Psicologi del Lazio in merito:
Commenti alla proposta di legge del 2010:

Riflessioni sulla prostituzione.

Ribloggo un articolo dal titolo “La prostituzione è una forma di violenza”, tratto da: https://simonasforza.wordpress.com/2015/02/07/la-prostituzione-e-una-forma-di-violenza/.

La storia di Rosen Hicher, ex prostituta che considera la prostituzione come una forma di violenza.

Nuvolette di pensieri

La prostitución no es un trabajo, es violencia

Si tratta della battaglia quotidiana di Rosen Hicher, ex prostituta, che oggi lotta proprio per questo: affinché la prostituzione venga riconosciuta come una forma di violenza. Vi propongo la mia traduzione di una intervista concessa a Zulma RamírezSol Camacho Olga L. González (membri del gruppo Aquelarre,qui il loro blog) e pubblicata su El Espectador lo scorso 3 gennaio (qui l’originale). Per riflettere un po’ anche qui in Italia…

Rosen Hicher Rosen Hicher

Rosen Hicher è diventata un simbolo in Francia. Dopo aver trascorso più di venti anni nel mondo della prostituzione, dopo una presa di coscienza difficile e graduale, ora combatte apertamente affinché la prostituzione venga considerata una forma di violenza.

Recentemente ha fatto una marcia di 800 km. Perché?
Ho iniziato la mia marcia il 2 settembre, partendo dall’ultimo posto in cui mi sono prostituita e ho visitato tutti i luoghi e le città…

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VAI IN GUERRA, UCCIDI E MUORI.

Giustiziato nella notte tra martedì e mercoledì un veterano statunitense (plurimedagliato) della guerra in Vietnam. Il primo giustiziato a morte del 2015 in Georgia.

Nel 1984, a Andrew Bannan “era stato diagnosticato un disturbo post-traumatico da stress e, nel 1990, i medici della Veterans Administration avevano determinato che le sue condizioni erano deteriorate al 100% di invalidità. Nella jungla del Vietnam aveva guidato più volte missioni «search and destroy», trova e distruggi, quelle viste tante volte nelle scene dei film Usa. Passi lenti del plotone tra il fogliame, le trappole sparse ovunque, le sparatorie con i Viet cong e chissà che altro”.

Uomini chiamati a partire per la guerra, chiamati ad uccidere senza pietà. Uomini che uccidono e vedono morire e si ammalano di tanta morte, per la tanta crudeltà a cui hanno dovuto assistere, in nome  di una Patria da servire. Uomini che diventano folli e che, probabilmente per questo, uccidono. E poi vengono giustiziati a morte da quello stesso Stato che li ha mandati in guerra e ne ha testimoniato la follia conseguente agli orrori del Vietnam.

http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_14/usa-giustiziato-eroe-vietnam-andrew-brannan-0ab886d4-9bfb-11e4-96e6-24b467c58d7f.shtml

Dalla strage di Utoya alla decapitazione dell’Eur. La sottile differenza fra criminalità e pazzia.

Qsbarreuesto interessante articolo è tratto dal sito Left.it e introduce la sottile sfumatura che distingue la criminalità e la follia. E’ un’interessante riflessione, non solo dal punto di vista psichiatrico, ma anche in un’ottica sociale.

Buona lettura, nella speranza che la prossima volta, davanti ad un nuovo fatto di cronaca, saremo tutti più attenti e meno banali.

Oltre il confine fra criminalità e pazzia di

http://www.left.it/2014/10/03/il-confine-criminalita-pazzia/17795/

L’immagine è tratta dal sito: http://ekbloggethi.blogspot.it/2007_12_01_archive.html

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