Stress, difese e isolamento. La vita in quarantena.

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La paura (salvo che non si tramuti in panico) acutizza i sensi, rende preciso il pensiero, e lo concentra esclusivamente sul pericolo immediato, favorendo in tal modo efficaci risposte per far fronte al pericolo” (White, Gilliland, 1977, p. 16).

 

Ci mette in guardia, la paura, ci avverte del pericolo, di un pericolo esterno.

Di un pericolo interno, invece, ci allerta l’angoscia. Lo avverte, teme una perdita di controllo per un impulso inconscio ingestibile e che potrebbe far male.

L’angoscia segnala un’imminente minaccia che mette a rischio le funzioni di controllo dell’Io. La pressione di impulsi dell’Es inaccettabili rischiano di far irruzione nella consapevolezza e, soprattutto, nel comportamento, così anche il Super-Io interviene con tentativi inconsci e moralistici per tentare un’inibizione degli impulsi minacciosi. Impulsi che, comunque, permangono, si intensificano e iniziano ad esercitare sempre più pressione e a mettere sempre più in pericolo la tenuta dell’Io.

Evocata, dunque, l’angoscia, si attivano i meccanismi di difesa. Reazioni normali e patologiche involontarie e inconsce che tentano (lungo un continuum di intensità) di placare o rimuovere o negare l’angoscia.

 

Ma come reagiamo in questo periodo di emergenza sociale e individuale?

Ecco, così, che spostiamo, intellettualizziamo, neghiamo, proiettiamo, isoliamo, dissociamo…

Spostiamo, attivando un legame tra l’impulso e un oggetto (o una persona) che viene inquadrato come fonte della minaccia. La paura interna viene, così, affrontata evitando quell’oggetto su cui è stata trasferita (paura → trasferimento su un oggetto evitamento dell’oggetto).

Intelletualizziamo, cerchiamo spiegazioni teoriche ragionevoli a un impulso, una paura, un desiderio irrazionale nel tentativo di inquadrarle in una logica accettabile finalizzata ad una migliore gestione della minaccia.

Neghiamo, escludendo totalmente dalla consapevolezza un vissuto disturbante, sia esso interno che appartenente alla realtà esterna.

Proiettiamo, attribuendo i nostri vissuti e comportamenti a un oggetto esterno, disconoscendocene l’appartenenza e la responsabilità dell’azione.

Isoliamo gli affetti, separando impulsi o vissuti dal loro affetto corrispondente, rendendoli più facilmente gestibili. Questi vissuti diventano, così, idee estranee totalmente disconnesse dall’attesa reazione affettiva ad essi.

Ci dissociamo, separiamo i pensieri dagli affetti al fine di permettere che impulsi inconsci e tendenzialmente inaccettabili si manifestino, senza attribuircene la responsabilità emotiva. Gli stati dissociativi vanno da un continuum normale a patologico e consentono, nel complesso, di gettare nell’oblio quanto agito perché viene disconosciuto.

Tutti usiamo abitualmente meccanismi di difesa, nella misura in cui sono maggiormente caratteristici della nostra personalità. Solitamente queste difese vengono facilmente riconosciute, ma quando sono più intense e radicate, quando, cioè, vengono usate in modo massiccio e prevalente, possono essere disfunzionali e disadattive.

 

Come possiamo gestire stress e difese in quarantena?

L’isolamento di questi giorni riguarda tutti noi. L’importante è non lasciarsi andare alla solitudine. Reazioni di stress sono comuni, decisiva è la gestione dell’isolamento per le conseguenze future.

Quali sono le comuni fonti di stress in questo periodo di isolamento e come affrontarle?

E’ normale vivere come fonte di stress queste situazioni comuni:

 

STRESSOR DURANTE LA QUARANTENA

  • Frustrazione e noia
  • Rifornimenti inadeguati (medicine, visite mediche, spesa…)
  • Informazioni insufficienti o confuse
  • Prolungamento della quarantena e incertezza dei tempi
  • Paure di infettare o essere infettati
  • Incertezza economica

 

STRESSOR DOPO LA QUARANTENA

  • Perdite finanziarie
  • Stigma dell’infetto
  • Ritorno alla normale routine

 

COME GESTIRE QUESTI STRESSOR?

  • Rimani informato/a
  • Cerca solo informazioni ufficiali
  • Limita l’esposizione ai media
  • Impara a riconoscere e gestire le tue reazioni di stress
  • Preparati all’isolamento
  • Segui attività di prevenzione quotidiane
  • Mantieni ritmi di vita regoari e sani
  • Limita l’uso di alcool, tabacco e farmaci
  • Parla di ciò che ti preoccupa
  • Usa tecniche di rilassamento
  • Mantieni i tuoi hobby
  • Confrontati con familiari e amici
  • Evita l’isolamento sociale: mantieni i contatti
  • Prenditi cura di te

2 risposte a "Stress, difese e isolamento. La vita in quarantena."

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  1. In questi giorni, a Roma, ho sentito gli odori, più puliti, più intensi, più vicini all’uomo.
    E il silenzio, che bello il silenzio. Se non hai fretta, ascolta il silenzio della città tumultuosa, arrogante, frenetica, bisbetica, confusionaria. Roma non ama il silenzio ma può imparare ad apprezzarlo.
    E la ricerca dell’altro, quell’altro che salutavamo distrattamente o dimenticavamp di chiamare. Ma non è bello scoprirsi desiderosi di trovare quell’altro, anche soltanto per un breve scambio, non più fuggevole, ma almeno desiderato.
    E forse reimpareremo a guardare negli occhi la gente, senza spaventarci, senza sminuirne la presenza, senza fretta.
    Oggi, i minuti persi nei tanti incontri trascurati, sono diventati desiderio di contatto. Finalmente ci manca il vero contatto con la gente. L’altro.
    Ciao

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